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Bollettini Italia

Agosto spesso è un mese caratterizzato da instabilità e temporali, ma quest’anno gli eventi sono stati decisamente più intensi del normale, grazie anche ad una temperatura superiore alla media che viene segnalata da diversi mesi, non solo sulla terraferma, ma anche sul mare, con valori che hanno superato abbondantemente i 30°C. I fenomeni temporaleschi che da Nord a Sud si sono abbattuti sull’Italia, non solo sono stati concentrati dal punto di vista spaziale e temporale, ma sono stati spesso accompagnati da venti forti e grandine. L’acqua caduta, quindi, pur avendo temporaneamente innalzato i livelli di alcuni fiumi e laghi, e ridotto il deficit sul brevissimo periodo, non è comunque sufficiente a sanare il quantitativo di pioggia mancante ormai da molti mesi. Inotre, le temperature che continuano ad essere sopra la media favoriscono l’evapotraspirazione. Anche il resto d’Europa continua ad essere sotto la morsa della siccità. Secondo uno studio dell’European Joint Research Center (JRC-EU) di Ispra infatti, questo risulta essere, per ora, l’anno peggiore degli ultimi 500 anni dal punto di vista di temperature e siccità, con quasi metà dei Paesi in “stato di allarme” (livello 2 di criticità su una scala di 3 categorie).
Il mese di Luglio è stato caratterizzato da diversi giorni consecutivi con temperature sopra la media sia di giorno che di notte, superando in diverse zone anche i 40°C. Le piogge sono state scarse o assenti, tranne che negli ultimi giorni in cui diversi temporali si sono abbattuti da nord a sud della penisola, spesso accompagnati da venti forti e grandinate. Queste forti andate di calore hanno inoltre interessato diversi altri Paesi europei, molti dei quali sono sottoposti, come l’Italia, a siccità prolungata (vedi mappa interattiva). Fra gli impatti più gravi certamente c’è l’intrusione marina nel Po che, al 25 Giugno, aveva superato i 36km a causa della scarsissima portata del fiume. A causa di tale risalita tutte le derivazioni corrispondenti sono state chiuse per evitare che l’acqua salata potesse essere distribuita nei canali irrigui che, per l’assenza di ricambio, sono diventati stagnanti ed hanno favorito la proliferazione delle micro-alghe al loro interno (vedi foto). L’assenza di acqua e la risalita del cuneo salino nei terreni, in particolare quelli prossimali ai rami del Po, sta causando il disseccamento delle colture.
Giugno si chiude con la siccità che si estende al centro-sud Italia, piogge scarse e spesso dannose perchè accompagnate da venti forti e grandine, e temperature record. Così come Maggio, infatti, a livello nazionale questo mese risulta essere il secondo più caldo, superato solo dal 2003. Se si considera il semestre Gennaio-Giugno, poi, il primato spetta proprio a questo 2022, con +0.76°C, che salgono a 1.07°C se si considera il Nord della penisola (Fonte ISAC-CNR). Il settore agricolo continua a soffrire, con il 40% delle superfici irrigate e le risaie che sono soggette a siccità severo-estrema non solo da inizio anno, ma da ben 12 mesi. Altro dato sconcertante è lo stato in cui versano i ghiacciai delle nostre Alpi. Il confronto fra le immagini della Marmolada in diverse estati (2011, 2020, 2021, 2022) è inequivocabile. Inoltre, fra il 2 e il 3 Luglio, in vetta alla “regina” delle Dolomiti è stata registrata una temperatura di 10°C che, sommata alle temperature più elevate del normale che hanno accompagnato questa annata disastrosa dal punto di vista climatico e le scarse precipitazioni nevose invernali (dal 50 al 70 % in meno rispetto alla scorsa stagione), hanno causato il tragico distacco di un seracco che ha portato con se diverse vite.
La siccità che ormai perdura da diversi mesi sulle regioni settentrionali si sta allargando anche al centro-sud. Le precipitazioni occorse fra fine Aprile e Maggio hanno apportato sollievo al terreno e aumentato i livelli di fiumi e laghi solo per un breve periodo e sono risultate comunque non diffuse e spesso a carattere temporalesco, con grandine e vento forte. Anche le temperature, particolarmente elevate nella seconda metà del mese e nei primi giorni di giugno lungo tutta la penisola (anomalie fra +2 e +3 °C), hanno contribuito a non alleviare la situazione. La primavera, che si sperava potesse ridurre il deficit accumulato, ha invece confermato la previsione negativa risultando anch’essa povera di piogge, con valori che la pongono al terzo posto dietro solo al 2003 e al 2017. Sul medio e lungo periodo il settore agricolo risulta duramente colpito, con le aree irrigue interessate per oltre il 40% da siccità severo-estrema, come si evince dal grafico (le classi di uso del suolo legate alla parte agricola derivano dalla mappa di Land Cover del Copernicus Data Store).  
La siccità che sta interessando diverse regioni italiane, soprattutto al Nord, risulta avere una origine di lungo periodo, come dimostrano i valori sotto la media di grandi fiumi e laghi e i livelli in discesa di diverse falde più superficiali. In particolare regioni quali Piemonte, Emilia Romagna e Veneto presentano oltre il 25% del loro territorio affetto da siccità severo-estrema dovuta ad una scarsità di piogge che risale ad almeno un anno (vedi mappa). Ad aggravare la situazione si sono aggiunte le temperature miti di questo inverno e i venti di föhn che hanno aumentato l’evapotraspirazione e ridotto drasticamente l’umidità del suolo, e le scarse nevicate, paragonabili quasi a quelle del tristemente noto 2007. Le piogge della parte iniziale e finale del mese hanno sicuramente permesso di effettuare le operazioni colturali di preparazione del terreno, semina e concimazione necessarie a far partire la stagione agricola, ma certamente non sono state sufficienti a compensare i quantitativi di acqua che non sono arrivati nei mesi precedenti. E’ possibile che nemmeno un maggio fortemente piovoso possa far recuperare il deficit nelle zone più colpite.