Situazione Siccità Ottobre 2021

piogge e temperature mensili

Dal punto di vista delle precipitazioni in Toscana Ottobre è risultato più secco soprattutto nelle zone del medio-basso Valdarno e del senese e grossetano. Fanno eccezione le zone appenniniche di confine fra province di Firenze e Arezzo ed Emilia Romagna dove le piogge sono state in media o lievemente superiori.

Anche il numero di giorni piovosi dei capoluoghi è stato inferiore alla media ovunque con valori tutti inferiori a -50%.

Dal punto di vista termico Ottobre ha fatto registrare temperature massime in media lungo le zone costiere e nel Valdarno, ma inferiori nelle colline centrali, sull’Appennino e zone di sud-est. Le minime sono risultate al disotto della media praticamente ovunque, con anomalie anche inferiori a -2°C.

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Pioggia Capoluoghi Toscani
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Numero Giorni Piovosi Capoluoghi Toscani
Anomalie temperatura massima
Anomalie temperatura minima
N.B.: Per il periodo Autunno-Invernale le informazioni sono riferite ai soli indicatori pluviometrici, in quanto le immagini satellitari sono negativamente condizionate dalla copertura nuvolosa. I dati di temperatura e pioggia provengono da stazioni del Consorzio LaMMA, Aeronautica Militare e SIR Toscana.

indici

L’indice SPI preliminare calcolato sia sul breve e medio periodo evidenzia un deficit di pioggia molto intenso su buona parte dell’Italia, con poche eccezioni sull’arco alpino e regioni meridionali Calabria e Sicilia.

Sul lungo periodo persistono deficit in Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Nord dell’Umbria e Puglia.

E’ da rimarcare come sulla Sicilia orientale si sia passati da un deficit moderato-severo dello SPI3 e SPI6 di Settembre ad un surplus moderato in un solo mese a causa degli eventi molto intensi occorsi ad Ottobre.

N.B.: Le mappe di SPI si riferiscono a dati di pioggia preliminari disponibili nella prima settimana del mese successivo e vengono aggiornate con dati definitivi dopo 4 settimane o più, quindi possono essere soggette a variazioni di valori anche significative. Si consiglia di consultare anche il webGIS.

L’Indice giornaliero EDI (Effective Drought Index) sui 10 capoluoghi toscani mostra l’aggravarsi della situazione a Grosseto che chiude il mese con una siccità estrema. Anche le altre città chiudono Ottobre con un trend negativo, e valori di siccità moderata tranne che a Pistoia, Massa e Lucca.

Il grafico mostra l’andamento di EDI (indice giornaliero) delle principali città toscane da Gennaio 2017 all’ultimo mese disponibile.

Valori negativi indicano siccità con diverso grado di intensità, mentre valori positivi indicano situazioni di piovosità maggiore della norma.

Sono evidenti le siccità che hanno colpito la regione in particolare nel 2017 e nella prima metà del 2019, così come il periodo umido nel 2018 e 2021.

Indici satellitari TCI e VCI

TCI (Temperature Condition Index)

L’indice TCI (Temperature Condition Index) per la prima metà di Ottobre evidenzia condizioni favorevoli o normali su tutta la penisola. Nella seconda metà del mese, invece, il nord-est, la Valle D’Aosta, le alpi piemontesi occidentali, parte della Toscana centro-meridionale e il Lazio settentrionale risultano presentare condizioni di stress.

VCI (Vegetation Condition Index)

L’indice VCI (Vegetation Condition Index) relativo ai boschi italiani nella prima metà di Ottobre mostra condizioni da normali a favorevoli su quasi tutto il territorio nazionale, con limitate aree di stress in Sardegna, Toscana, Puglia, Calabria e Sicilia. Nella seconda metà del mese si intensificano i valori di stress nella Toscana e Sardegna meridionale.

Indice Complessivo VHI

L’indice complessivo VHI (Vegetation Health Index) della prima metà di Ottobre mostra la presenza di uno stress anche severo nel Piemonte centrale, Lungo il Po fra Lombardia ed Emilia, in Toscana, Umbria, Lazio, Sardegna e zone montuose fra Puglia e Basilicata. Nella seconda metà del mese le aree affette da stress si intensificano ed estendono ulteriormente.

invaso di bilancino

Dati non ancora disponibili.

Indice Pluviometrico SPI

Indice scelto a livello internazionale, attraverso la “Dichiarazione di Lincoln”, per l’identificazione di siccità meteorologiche (SPI 3 mesi).

Basato sulla sola precipitazione cumulata mensile (McKee et al., 1993), quantifica un deficit o surplus di pioggia rispetto ai valori medi, a diverse scale temporali (usualmente 1, 3, 6, 12, 24 e 48 mesi), consentendo la determinazione delle diverse tipologie di siccità, dalla meteorologica, all’agricola all’idrologica.

Le serie di pioggia (almeno 30 anni) vengono adattate in una distribuzione gamma, successivamente trasformata in un distribuzione normale, con media zero e deviazione standard pari a 1.
Tale standardizzazione permette il confronto fra diverse aree geografiche e climatiche.
Le equazioni da cui deriva lo SPI sono di seguito rappresentate:

dove H(x) è la probabilità cumulativa della pioggia xc e d sono delle costanti.

La tabella seguente indica le classi di siccità o surplus in base ai valori dell’indice:


Riferimenti bibliografici:

McKee T.B., Doesken N. J., Kliest J. (1993). The relationship of drought frequency and duration to time scales. In Proceedings of the 8th Conference of Applied Climatology, 17-22 January, Anaheim, CA. American Meterological Society, Boston, MA. 179-184.

Guttman, N. B. (1999). Accepting the Standandardized Precipitation Index: a calculation algorithm. J. Amer. Water Resour. Assoc., 35 (2), 311-322.

Indice giornaliero EDI

Indice che considera l’accumulo o il deficit di acqua giornaliero ed è funzione della pioggia necessaria al rientro dei parametri alla normalità, ovvero il recupero dopo il deficit accumulato a partire dall’insorgere di un evento siccitoso.

Si basa sul concetto di “precipitazione effettiva”, ovvero la somma della pioggia giornaliera con una funzione di riduzione legata al tempo (Byun & Wilhite, 1999).
Permette una rapida e precisa misura del livello corrente della risorsa idrica a disposizione e soprattutto consente l’individuazione di siccità anche di breve periodo.
Come per lo SPI, la standardizzazione permette il confronto fra stazioni collocate in aree geografiche e climatiche diverse.

La “precipitazione effettiva”, che indica la riduzione giornaliera della risorsa idrica, viene calcolata con la seguente equazione:

dove Pm è la pioggia m giorni prima; i rappresenta il numero di giorni durante i quali le piogge sono sommate per calcolare l’intensità della siccità. Di solito i è pari a 365 giorni, in quanto un anno può essere rappresentativo delle risorse idriche disponibili o immagazzinate per un lungo periodo.

Una volta calcolata la pioggia effettiva EPi e la pioggia effettiva media climatologica (MEP), viene calcolata la deviazione della precipitazione effettiva (DEP) dalla media (MEP) che indica un deficit o surplus di acqua per un dato giorno e luogo:

DEP = EP – MEP

Infine viene effettuato il computo del valore standardizzato della DEP, ovvero l’EDI:

EDI = DEP / ST(DEP)

dove ST(DEP) e la deviazione standard di ciascun DEP giornaliero.

Utilizzando valori giornalieri nell’elaborazione dell’indice, è più facile che, nell’andamento generale, si evidenzino dei picchi in cui precipitazioni abbondanti facciano ritornare, più o meno temporaneamente, la situazione nella norma.
La tabella seguente indica le classi di siccità o surplus in base ai valori dell’indice:


Riferimenti bibliografici:

Byun HR., Wilhite D. A. (1999). Objective Quantification of Drought Severity and Duration. Journal of Climate. 12, 2747-2756